estintori

i mezzi di primo intervento più impiegati per spegnere incendi e per questo è molto importante saperli scegliere in base all’ambiente e alla previsione di utilizzo. Gli estintori possono essere automatici o attivati dall’intervento umano.

ESTINTORE AUTOMATICO:

è un dispositivo che si aziona in modo autonomo al verificarsi di determinate condizioni (es. innalzamento temperatura o presenza di fumo), consentendo un’azione immediata e sicura ed escludendo il ritardo o l’errore umano. Il suo utilizzo è ideale nei luoghi ampi dove la presenza umana non è costante e dove non ci sono rischi di azionamento accidentale.

La classificazione degli estintori avviene in base a:

Capacità e peso dell’agente estinguente

ESTINTORI PORTATILI (fino a 20 kg):
pensati per essere utilizzati facilmente da un unico operatore, hanno un serbatoio di modesta capacità (tempo e lunghezza della gittata ridotte) e sono adatti a spegnere incendi di piccola entità e al principio del loro sviluppo.

ESTINTORI CARRELLATI (oltre 20 kg):
provvisti di una struttura con ruote che ne consente il trasporto, a differenza di quelli portatili hanno bisogno di due operatori per un corretto funzionamento; utilizzati per spegnere incendi già sviluppati e che interessano superfici più ampie (rischio medio/alto)

Agente estinguente dell’estintore

ESTINTORI A POLVERE:
si tratta principalmente di estintori a polvere chimica polivalente ABC dall’elevata efficacia nello spegnimento; possono essere utilizzati per qualsiasi tipo di incendio e l’azione di spegnimento avviene per inibizione chimica e soffocamento (l’estinguente si colloca sulle parti incendiate isolando combustibile e comburente).

ESTINTORI A Co2 (o biossido di carbonio):
adatti per lo spegnimento di fuochi di classe B, C e per apparecchiature elettriche in tensione, hanno al loro interno anidride carbonica compressa allo stato liquido, un gas inerte capace di ridurre la concentrazione di ossigeno nell’aria al di sotto del limite utile per provocare la combustione (azione di soffocamento). L’enorme vantaggio di questa tipologia di estintori è quello di non lasciare residui.

ESTINTORI IDRICI (o a schiuma):
perfetti quando il combustibile è liquido, vengono prevalentemente utilizzati per fuochi di classe B e sono del tutto sconsigliati in caso di incendi di classe D (potrebbero causare esplosioni). L’agente estinguente è composto da acqua, liquido schiumogeno e gas, che agiscono nello spegnimento principalmente per soffocamento creando una “pellicola” tra combustibile e comburente, ma anche per raffreddamento grazie all’evaporazione dell’acqua contenuta.

CLASSI DI FUOCO
INCENDIO
#A

Fuochi di classe A – Fuochi SOLIDI

Generati da combustibili solidi con formazione di brace (con l’esclusione dei metalli). In questa classe rientrano i fuochi generati da materiali quali: legno, carta, materiali tessili, pelli, gomma.

#B

Fuochi di classe B – Fuochi LIQUIDI

Generati da combustibili liquidi e da solidi liquefabili; in questa classe rientrano i fuochi generati da materiali quali: alcol, solventi, oli minerali, idrocarburi, benzine.

#C

Fuochi di classe C – Fuochi di GAS

Generati da combustibili gassosi; in questa classe rientrano fuochi generati da metano, butano, idrogeno, acetilene, propilene.

#D

Fuochi di classe D – Fuochi di METALLI

Generati da metalli combustibili, appartengono a questa classe i fuochi generati da potassio, magnesio, zinco, zirconio, titanio. Le norme ISO prevedono una classificazione maggiormente dettagliata per questa categoria e servono estintori realizzati con polveri speciali.

#F

Fuochi di classe F – Fuochi da OLI e GRASSI vegetali/animali

Classe introdotta con la norma EN 2:2005, è riferita ai fuochi generati da oli combustibili di natura vegetale e/o animale come quelli usati nelle cucine e negli apparecchi di cottura.

Hai bisogno di assistenza?

Contattaci e saremo lieti di aiutarti a capire le tue esigenze per una protezione a 360°